la foto romantica

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Scapigliatura.......................tocca a me!

Messaggio  Apollinaire il Gio 09 Set 2010, 03:43

LA SCAPIGLIATURA

La scapigliatura è il movimento letterario della seconda metà dell'800, il momento nel quale la nascente società industriale vede la contrapposizione tra una borghesia avida di denaro e potere e la nascente classe operaia.
Essa polemizza contro la nascente società industriale, che ha portato ad una vita cittadina molto più frenetica
Ebbe i suoi centri a Milano e Torino. Il termine, che deriva dal titolo del romanzo di Carlo Righetti, con lo pseudonimo di Cletto Arrighi, "La scapigliatura e il 6 Febbraio".
I suoi rappresentanti, oltre Arrighi, furono Praga, Tarchetti, Pisani, Dossi, Camillo e Arrigo Boito, Camerana e il pittore Cremona.

In tale contesto l’intellettuale avverte la necessità di allargare il raggio delle sue esperienze ed è altrettanto consapevole d'avere perso il suo tipico ruolo di guida o d'interprete del movimento sociale, che gli appare sempre meno razionale e omogeneo e sempre più complicato e caotico. I suoi temi e gli atteggiamenti di contestazione tradiscono il disagio di un ceto intellettuale che non si riconosce più nei valori della cultura positivista, fiduciosa nelle conquiste della scienza e del progresso. La società moderna, industriale e di massa, appare in tutto il suo carattere alienante, vincolate alla legge del successo e del profitto, ridotta ad una vita d’abitudine conformistica e di ottusità.

Per questo il movimento polemizza contro la classe politica, ritenuta indegna moralmente per la corruzione ed infedele ai grandi valori di libertà e giustizia del Risorgimento, ma anche contro la letteratura e l’arte, considerate lontane dalla realtà della vita e bisognose di una totale rifondazione nei principi e nei metodi.

Si preferirono le tematiche della vita bruciata dal vizio e del rifiuto della normalità borghese, rifugiandosi nei drammi quotidiani della esistenza emarginata dei barboni e degli artistoidi delle periferie delle nuove metropoli industriali.

Non a caso gli atteggiamenti tipici furono la ribellione alle convenzioni borghesi, l’ostentato anticonformismo, il gusto della trasgressione e della provocazione. Questi atteggiamenti ribelli comunque influivano più sui comportamenti sociali degli artisti che sulla portata innovativa delle loro opere.

Gli scapigliati sono giovani ribelli e anticonformisti, che hanno come modello l’artista "bohèmien", povero e ignoto, che vive alla giornata. La volontà di scandalizzare è all'origine dei loro atteggiamenti sregolati (spesso sono drogati o alcoolizzati) condivisi con i francesi Baudelaire, Rimbaud e Verlaine.
Quindi il gusto per la polemica non rimane confinato nella teoria dei libri, ma diventa vera e propria esperienza esistenziale, che ostenta atteggiamenti di provocazione e sregolatezza. Tra i bersagli della polemica degli scapigliati c’è il Romanticismo e soprattutto quella produzione modesta che il De Sanctis definisce "Arcadia romantica" e che è l'ultimo tentativo di riproporre i valori romantici declassandoli, stemperandoli.
La Scapigliatura è proprio la reazione all'Arcadia romantica e al romanticismo, e testimonia il disagio degli intellettuali di fronte alla delusione storica e di fronte al processo di industrializzazione portatore solo di valori economici.

Un altro degli obiettivi polemici è Manzoni che si trasforma in una sorta di simbolo di tutto ciò che gli scapigliati rifiutano. Manzoni rappresenta anche il modello di "intellettuale organico", che consapevole della propria funzione ed elaborando un proprio progetto culturale, aderendo alla realtà politica e sociale, coll’intento di trasformarla secondo gli ideali, liberali, di dignità e indipendenza nazionale.
Tutto questo viene rifiutato dagli scapigliati che si sentono inadeguati ad un ruolo di guida in un mondo che rifiutano e contestano.
Da questo rifiuto generale per il loro contesto storico – sociale, deriva la necessità e il bisogno di apertura a nuovi temi fino ad allora inesistenti nella letteratura italiana, e da qui l’apertura alla produzione francese. Gli scapigliati intuiscono il valore del naturalismo francese e della sua descrizione oggettiva ed impersonale dei fenomeni individuali e collettivi; per lo stesso motivo riprendono quegli aspetti irrazionali, fantastici, macabri del Romanticismo europeo rimasti esclusi dalla tradizione italiana. Hanno allargato il canone romantico del vero, rappresentando vicende comuni, non mediate dall’interpretazione dello scrittore (come accade in Manzoni), spesso passionali e torbide ( la storia di una donna brutta e malata che attrae irresistibilmente un giovane ufficiale), descritte con spietato realismo, anche nello stile.

Non possiamo non allegare, al gruppo degli scapigliati milanesi, il giovane Giacomo Puccini.
In quegli anni infatti il compositore viveva a Milano come un bohèmien assorbendo dai giovani artisti milanesi gli aspetti caratteristici del movimento culturale.
Molti studiosi ed esperti del musicista non sono concordi nell'associarlo con questa corrente ma il tempo e i luoghi da lui frequentati non lasciano dubbi su questo se pur temporaneo legame.

ps: Storicamente la scapigliatura non è altro che un opposizione al romanticismo (esso viene considerato inutile allo sviluppo sociale ed econimico del paese)ma è anche definibile come un'anticipazione del decadentismo.
Dalla seconda metà dell'ottocento a tutta la prima metà del secolo successivo, i repentini e frenetici cambiamenti sociali e culturali portarono allo sviluppo di una moltitudine di correnti di pensiero.
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la foto romantica - Pagina 5 Empty Giovani ribelli

Messaggio  Ospite il Mar 21 Set 2010, 03:45

Bravo Apollinaire
Il tuo approfondimento denota una spiccata sensibilità artistica e letteraria.
Mi piace la scapigliatura mi è sempre imteressato lo sviluppo di questo movimento culturale.
Esso è nato dai giovani e dai letterati.
E' stata una corrente che trova molto da attingere nei giovani d'oggi.
Quei giovani che vogliono costruire un futuro migliore e che odiano chi disperde le proprie risorse a vuoto.
Vorrei che oggi si desse più spazio a questo gruppo.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Smetti.......

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott 2010, 03:32

Ma cosa dobbiamo capire!
Chi le legge queste noiose litanie?
Il mondo è questo che ci circonda(l'ho già detto a quell'altro fissato).
Non puoi far finta di vivere in un racconto.
Smetti di fumare e vivi la realtà!


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la foto romantica - Pagina 5 Empty Biodiversità

Messaggio  Ospite il Mar 19 Ott 2010, 03:38

La diversità è indispensabile alla vita dell'uomo e della natura.
Se tutto fosse uguale il mondo sarebbe fermo e tutte le specie si estinguerebbero.
Detto questo possiamo far valere questo concetto anche a riguardo dell'intelletto umano.
Più idee, più mentalità = più sviluppo intellettivo e culturale.
Fin qui mi sembra tutto chiaro.
Se tutti dipingessero da sempre gli stessi quadri la pittura avrebbe sicuramente già cessato di esistere e come lei ogni altra forma espressiva.
Le differenze comunicative e il conseguente dibattito che ne consegue sono concime per ogni sviluppo culturale.
Finchè abbiamo la libertà di apprezzare ciò che vogliamo è interessante percorre ogni strada che ci soddisfa.
Libera arte in libero stato.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty La cortesia antilluminista

Messaggio  Apollinaire il Sab 23 Ott 2010, 02:38

Le tue parole sono dolci come lo zucchero.
Dolci e leggere si prestano per chi deve digerire una pasticca dura e dolorosa.
Ma questo non è il caso di tullio che non percepisce queste delicatezze e forse ne trae ancor più astio.
Quindi ti consiglio, la prossima volta, di essere più schietto.
Grazie comunque per il tuo intervento.
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la foto romantica - Pagina 5 Empty Vado avanti con l'Ermetismo.

Messaggio  Ospite il Lun 08 Nov 2010, 04:16

L' ermetismo è una corrente italiana del primo '900. Interessa in special modo la letteratura e la musica. La prima raccolta di poesie ermetiche è Il porto sepolto di Ungaretti. Questa raccolta si riallaccia al romanticismo, precisamente alla solitudine dell' artista e dell' uomo.

I poeti ermetici ripudiano la retorica nazionalistica, storica e sessuale, e hanno anche perso la fiducia nel mondo. La grande guerra aveva distrutto quella fiiducia nell' uomo e nel mondo da far chiudere i poeti in un loro mondo personale.

Ai poeti ermetici interessa la scelta delle parole e le loro poesie non seguono le regole della poesia classica, infatti assomigliano a prose. La poesia è intensa e riesce ad esprimere immediatamente ciò che l' autore vuole manifestare e reppresentare. Il poeta, mediante la parola, esprime la realtà. I loro testi sono estremamente concentrati, molti significati si racchiudono in poche parole accuratamente scelte. La poesia degli ermetici vuole diventare "poesia pura" che si esprime con termini essenziali. L' esperienza della prima e della seconda guerra mondiale li ha condannati ad una grande solitudine morale e ono obbligati ad una ricerca poetica riservata a pochi e priva di impegno sul piano politico. I principali poeti ermetici sono: Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo.

Giuseppe Ungaretti

Ungaretti è italiano ed è considerato tra i maggiori poeti della letteratura italiana.

Nato ad Alessandria, studente a Parigi, professore universitario nel Brasile, si orientò verso la poesia negli anni della prima guerra mondiale, cui partecipò. Inizia da queste esperienze la sua concezione poetica che diede origine negli anni '30 al movimento ermetico. Partendo dai temi della solitudine dell' uomo Ungaretti seppe scrivere poesie "diverse", il linguaggio retorico venne rinnovato, sostituito da un linguaggio di poche parole scelte.

La sua personalità tenta di costruireuna solidarietà che dia senso alla vita terrena: si sforzò di allargare il suo pubblico e si impegnò nelle battaglie ideali contro il fascismo. Tra le sue poesie: Veglia e San Martino del Carso.

Salvatore Quasimodo

Quasimodo è italiano, nato a Siracusa all' inizio del '900. Seguuì studi all' università di ingegneria di Roma. Lavorò poi come tecnico. Pubblicò le sue prime composizioni nel 1930. Trasferitosi a Milanodiventò giornalista e studiò letteratura italiana. Le sue poesie furono molto apprezzate e si svilupparono nel pieno del periodo ermetico. Motivo centrale della poesia è stata dapprima una forma particolare di nostalgia, che si trasformò negli anni della seconda guerra mondiale in una ricerca dei valori umaninei fatti e nelle circostanze come risposta alle speranze del tempo. Molto apprezzate furono le poesie: Alle fronde dei salici e Milano, agosto 1943.

Ho scritto poco ma credo sia utile per colmare le lacune che molti di noi hanno su questo argomento.
Anche se le mie esposizioni non vanno a tutti credo che per quei pochi che amano l'arte mi convenga continuare.
Saluti dall'Antilluminista.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Il mio caro Quasimodo

Messaggio  Ospite il Ven 12 Nov 2010, 11:07

Avete mai letto le sue raccolte "Acque e terre" e "Ed è subito sera" ?
Di un candore e di un pathos unici.
La ricerca della terminologia raggiunge con lui la più alta forma mai raggiunta in poesia.
Spesso rileggo qualcosa.
Un suo libro è quasi sempre presente sul mio comodino.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Foto scritta

Messaggio  Ospite il Sab 08 Gen 2011, 13:15

Tornando ad un argomento di qualche mese fa ho riscoperto il legame fra la scrittura (poesia e narrativa) e la fotografia.
L'opera di Enzo Cei fa da esempio locale per questo tipo di rappresentazione artistica.
Il suo lavoro "Trapianti" è la sua opera che mi piace di più.
Le foto se le avete viste non necessitano del mio umile e profano giudizio ma la bravura e sensibilità dell'autore esce fuori ancor di più quando si legge ciò che ha scritto insieme alle foto.
L'autore ha confessato di non essere uno scrittore e di non aver mai avuto esperiemnze in merito.
Questa confessione valorizza ancor di più la sua opera.
Sicuramente il genio non viene mai da solo.
Una dote viene sempre accompagnata da una ramificazione di altri talenti.
Mi piace questo gemellaggio intellettuale.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty I Ciarlatani della creatività

Messaggio  Ospite il Dom 16 Gen 2011, 13:30

Tendo soventemente a precisare che l'arte non è una miscellanea.
Oggi le nuove mode tendono a fare una zuppa di discipline.
Si tende a fare confusione e a rivelare delle qualità in diverse discipline unite.
Ciò non dimostra creatività ma sufficenza e casino.
Fare tante cose significa non saperne fare bene una sola.
Ti consiglio di scegliere e di non fare la ciarlatana.tullio

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Gay Pride!!

Messaggio  Ospite il Dom 23 Gen 2011, 03:38

Potrei farti un lungo esempio di grandi artisti che si sono distinti con arti diverse.
Pittori,registi,attori,cantanti,scultori ed anche fotografi.
Per esempio Bresson che dipingeva, Picasso scolpiva, Fellini disegnava ed altri ancora.
L'idea che hai espresso tu è personale!
Tu ami percorrere un solo sentiero.
Ma per altri può non essere così.
Io amo la diversificazione perchè è più creativa.
Puoi essere sdegnato da una materia ma rischi di scoprire che un tizio ti sà emozionare anche in quel campo lì!
Tutto ciò è bellissimo.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Libertè, egalitè e fai un po te.

Messaggio  Apollinaire il Ven 28 Gen 2011, 13:07

Verissimo!
Mi è successo di voler evitare un'esperienza perchè avevo paura di cambiare idea.
Ci sono tempi e modi per invertire rotta.
Per anni ho contestato che faceva il bianco-nero.
Ho sventolato la bandiera del colore al più non posso.
Dopo quattro anni ho cambiato bruscamente sistema senza aver fatto prima un solo rullino bicromatico.
Ognuno affronta i cambiamenti in modo diverso.
Per me è stato così ma altre persone hanno la necessità di provare più cose nello stesso tempo.
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la foto romantica - Pagina 5 Empty Diverse versioni.

Messaggio  Ospite il Mer 09 Feb 2011, 13:57

Io, se posso dire la mia, non mi sono mai fissato su una modalità o un'altra.
Voglio dire, sono stato sempre aperto a tutto ed ho voluto provare ogni tecnica ed ogni stile.
A volte ho fatto più cose in contemporanea senza difficoltà.
Perchè essere con il paraocchi?
Mi piace fare esperienze di tutti i tipi e adoro chi riesce ad illuminarmi con cose diverse.
Questo è il mio modo di avvicinarmi alla fotografia ma come dice Apollinaire è bello quando ognuno riesce a raggiungere uno scopo seguendo strade strettamente uniche e personali.
Buonanotte da Don Vito Corleone.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Picasso per esempio.....

Messaggio  Ospite il Mar 15 Feb 2011, 12:32

" Dal 1901 al 1904 Pablo Picasso sviluppa quello che più tardi verrà definito il suo «periodo blu». "

"Dal 1905 alla fine del 1906, Pablo Picasso schiarisce la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più calde rispetto al blu. "

" La svolta cubista avviene tra il 1906 e il 1907. "

"nello stesso periodo, come molti altri artisti del tempo, anche Pablo Picasso si interessa alla scultura africana, sulla scorta di quella riscoperta e dell'esotico primitivo"

"La fase cubista (che durerà circa 10 anni) è un periodo di grande sperimentazione, in cui Picasso rimette in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica."

"Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, Pablo Picasso imprime al suo stile una inversione totale. Abbandona quindi la sperimentazione per passare ad una pittura più tradizionale, dove le figure divengono solide e quasi monumentali."

" Negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale Pablo Picasso si dedica con impegno alla ceramica e alla scultura."
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Picasso mutava crescendo.
Oggi è generalmente considerato come il pittore più celebre del XX secolo e certamente è stato un'artista che fino all'ultimo attimo della sua vita, non ha mai smesso di produrre un'arte sconcertante e sovrabbondante, un'arte sempre tesa ad alimentare controversie e discussioni.


In poche parole:

SI CAMBIA,
SI ESPERIMENTA,
SI CREA
E SI CRESCE. FIRMATO l'ANTILLUMINISTA.





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la foto romantica - Pagina 5 Empty La ruota.

Messaggio  Ospite il Ven 25 Feb 2011, 13:22

SI CAMBIA,
SI CRESCE,
SI INVECCHIA,
SI MUORE,
SI VIENE DIMENTICATI...
E DOPO TOCCA AD UN'ALTRO.

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la foto romantica - Pagina 5 Empty Il Romantico cede all'Umanistico.

Messaggio  Apollinaire il Mer 11 Mag 2011, 10:38

Il Romanticismo è una parola che abbiamo ampiamente analizzato in questa sessione di scritti.
Certo solitamente questa parola non è considerata proprio moderna anzi spesso trasmette una sensazione di vecchia mielosità.
Forse è vero.
La parola che dovevamo più usare per spiegare le nostre direttive artistiche è "Umanistica" intesa come fotografia.
L'uomo è la fonte delle nostre emozioni.
L'uomo dentro la natura ma pur sempre l'uomo più della natura.
La vicenda umana è il motore delle nostre passioni e con la fotografia cerchiamo sempre di cogliere tutti gli aspetti dove questa umanità è più vera, semplice, genuina ed intensa. Apollinaire.
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la foto romantica - Pagina 5 Empty Applicazione, Dedizione e Stress !

Messaggio  Apollinaire il Mar 20 Set 2011, 13:08

Una volta un pazzoide ha voluto spiegare il perchè della sua frenesia in campo lavorativo.
"Applicazione, dedizione e Stress" mi ha detto.
Le parole di un matto possono sembrare eccessive ma in campo fotografico possono essere applicate quando vogliamo raggiungere un obbiettivo ben determinato.
Niente viene dal caso (sembra un'offesa per un fotografo bressoniano!), tutto viene dal lavoro e dall'impegno.
Credo che occorra darsi da fare veramente se si vuole raggiungere un risultato nell'arte e nella vita.
Non si può aspettare che la fortuna bussi alla tua porta o che un amico ti porti la donna dei tuoi sogni sulla soglia di casa.
Bisogna muovere il culo per uscire dall'anonimato e per lasciare una traccia in questo pianeta effimero.
Niente viene dal niente.
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la foto romantica - Pagina 5 Empty Re: la foto romantica

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